Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!
Specie in certi momenti dell’anno, e il rientro dalle vacanze è uno di questi, sembra impossibile sottrarsi alla convenevole
domanda di rito. Come stai????
Anche se ci si è visti fino al dieci di agosto, chiaramente. E’ sempre passata una stagione, un’entità, un qualcosa che rende tutto particolare come il primo giorno di scuola.
E anche se si vorrebbe rispondere con una serie di improperi minacciosi, la buona educazione ti impone un sobrio BENE, accompagnato dal ben più inquietante e pericoloso E
TU?
Ecco che si scatena il diluvio. Di parole. Io??? Ah, ora che me lo chiedi…. Blabla blabla blabla!
I megalomani di questa risma, che mi addolora constatare sono al 90% di sesso femminile, si dividono in due ben distinte categorie:
Coloro i quali hanno su di loro tutti i mali del mondo. Molto peggio dei bambini somali, molto peggio dei
senzatetto e degli immigrati clandestini sui barconi. Peggio anche dei malati terminali di cancro e delle vittime dell’11 settembre. Peggio di tutto, ma proprio di tutto quel esiste al
mondo.
Coloro i quali, anzi, più spesso LE quali, devono assolutamente raccontarti una cosa e del
tuo star bene o meno se ne fregano altamente. Perché, loro fortunate hanno incontrato l’uomo della loro vita (l’ennesimo) e quindi devono raccontarti tutto. o lui, tapino, gli ha fatto la
proposta. E blabla blabla blabla.
In entrambi i fastidiosi casi, tu povera creatura che stavi deambulando verso una incombenza qualsiasi, sei
risucchiato nel vortice di un mare di chiacchiere inutili. Ti trovi nel mezzo di un vortice di inquinamento acustico generato solo a beneficio di chi emette i rivoltanti suoni e non riesci a
sottrarti. In alcuni disperati casi i malcapitati arrivano anche ad invocare catastrofi naturali e guerre mondiali pur di porre fine al supplizio.
Supplizio che in genere termina ad opera dello stesso torturatore che si accorge del tempo che scorre o adocchia una preda più appetibile.
E con due bacetti schioccati sulle guance se ne va, lasciando la controparte esausta ed esanime.