Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!
Niente come la maternità scatena gli animi ed autorizza la maggioranza delle donne (sì, delle donne) a salire in cattedra e dare consigli non richiesti.
Oppure a sputare sentenze a destra e a manca, manco fossero serpenti velenosi.
E le donne spesso lo sono, eccome.
E le gravidanza tira fuori in certi soggetti il peggio del peggio, non solo quando si parla di gatti.
Qualche settimana fa fu la volta della campionessa di sollevamento pesi Lea-Ann Ellison, che tra lo sdegno dei perbenisti sollevava pizze da trenta chili col pancione facendo aumentare vorticosamente il livello di veleno in circolo al club delle so-tutto-io.
Ché, signora mia, oggigiorno se ne vedono di tutti i colori.
Poco conta l'allenamento della signora in questione, il fatto che fosse al terzo figlio e che in ogni caso fossero anche fattacci suoi: su Internet si è levato un polverone pari solo alla polemica contro i gatti. Povere bestie.
Questa settimana è il turno di Michelle Hunziker, rea di aver scodellato la piccola Sole in tutta fretta e di essere tornata al lavoro tra giorni dopo innalzando al cielo lo stendardo “La maternità non è una malattia”, attirando intorno a sé le occhiatacce di chi così poco aveva da fare da permettersi di sentenziare “Tornando a lavorare 4 giorni dopo il parto si dà un brutto messaggio e si possono creare pessimi modelli”.
Ora, a me la Hunziker manco sta simpatica, ma due cosette vorrei dirle:
Critiche più attente e maliziose posano l'accento non sul mancato svolgimento della (meritata) maternità ad opera dio Michelle, ma delle possibili ripercussioni sociali dell'accaduto. In un mondo in cui il precariato la fa da padrone, in cui lasciare a casa e senza tutela donne incinta, partorienti e neomamme è sempre più facile, far passare il messaggio che oplà, tutto invece si può fare nel tempo in cui si cura un raffreddore svaluti la figura della donna.
Secondo la mia modestissima opinione, invece, noi donne alimentiamo noi stesse il pregiudizio maschile, approfittandoci con aria da furbette degli istituti che ci sono stati concessi, non senza lotte, da chi ha voluto strenuamente riconoscere un diritto sacrosanto.
Ma soprattutto, se un datore di lavoro si fa venire strane idee in mente riflettendo sul comportamento di Michelle Hunziker, allora siamo davvero alla frutta.
Allora davvero la fine del mondo è vicina e gli zombie sono in arrivo...