Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!
L’altra sera, complice la voglia di tornare al cinema, mi sono fatta convincere ad andare a vedere Tron Legacy dall’Amoremio
che, ricordatevelo bene, è stato ragazzino negli anni ’80 ed indi per cui affezionato al film del 1982 e a videogioco da cui tutto nacque.
Al contrario, Jeff Bridges in versione Clu supercattivo sembra fatto col pongo. Anzi, col botulino. Possibile
che anni ed anni di effetti speciali e badilate di dollari buttati al vento non possano produrre una roba migliore di questa? Sophia Loren in confronto ha una espressione naturale dipinta
sul viso, e non so se mi spiego. Che poi, questo Clu supercattivone è feroce e spaventevole come
mio nipote di sette anni quando perde a Memory.
Noioso. In alcune scene mi aspettavo di vederlo sbattere i piedi e infilarsi il pollice in bocca come Re
Giovanni.
Vogliamo infierire? E infieriamo, allora: la sceneggiatura.
Ma la cosa grave è che in questo film manca lo smaccatamente figo. Chessò, non dico Hugh Jackman, ma uno gnocco qualunque con l’addominale ricamato che tenga viva l’attenzione un
minimo. Si sa che i peggiori film si salvano e meritano almeno un par di stelline se c’è il Daniel Craig di turno che risolleva l’ambaradan.Per i maschi ci sono Olivia Wilde e Beau Garrett avvolte in tutine supersexy e noi donne nulla. E non mi dite che c’è
Garrett Hedlund e che mi devo accontentare. Come lo vedo penso a Patroclo che di suo non è che sia
esempio di virilità, mapperfavorevà.I aggiunta un appunto: odio il 3D.
Sì, ci sono.
Prima di tutto la bellissima colonna sonora dei Daft Punk, presenti nel film come DJ di un futuribile discopub. Bella e calzante.
Come un videogioco, appunto.
E poi, invecchiato e semiirriconoscibile eccolo lì: Bruce Boxleitner. Come non commuovermi davanti ad uno dei miei
primi sogni erotici infantili (insiemema Capitan Harlock?).
Fenomenale e da segnalare Micheal Sheen nel ruolo di Zuse, ambiguo proprietario del suddetto discopub
a metà tra una drag queen, il bianconiglio e il merovingio. Inutile dire che la sua apparizione ha mostrato a tutti la differenza tra recitare (lui) e vegetare (Hedlund).
Bella l’ambientazione, la città in rete tutta buia ed illuminata solo dai neon. Belle le moto, le cosiddette lightcycles. Ne voglio una. Subito. Ma ci vorrà la patente?
Insomma, un giocattolone.
Io in genere non ho la puzza sotto il naso, adoro la fantascienza ed i film fatti per stupire.
Però questo è troppo.
E ora vado a prendere un OKI per il mal di testa.
Quasi quasi lo addebito alla Disney.